ITINERARIO: LA VIA DELLA CERAMICA
Partendo da Noto vi proponiamo un altro itinerario: Caltagirone.
Terra
ricca di argilla, Caltagirone è conosciuta nel mondo per la produzione
artigianale della ceramica che ancora oggi impegna centinaia di
artigiani. L'arte della maiolica ha origini antichissime: i primi forni
risalgono, infatti, all' epoca musulmana e ai normanni e testimoniano
di un'attività che non si è mai spenta nel corso dei secoli.
Nel tempo gli artigiani, detti cannatari ,
hanno perfezionato la tecnica esecutiva e decorativa dando prova di
grande originalità, conservando, tuttavia, i motivi moreschi e i colori
della tradizione (turchino, verde ramino, giallo oro, manganese).
Una miriade di negozietti anima le stradine della città esponendo i
prodotti tipici di questa antica arte: mattonelle, candelieri,
fischietti, piatti, albarelli, vasi. La produzione di questi ultimi fu
particolarmente florida perché utilizzati per la conservazione del
miele, prodotto tipico della zona. Gli albarelli invece venivano
impiegati tradizionalmente dagli speziali per le loro farmacie.
A
considerare i frammenti di ceramica bruna, decorati riccamente e
fantasiosamente con decisi e sapienti incisioni geometriche,
impressioni di conchiglie, unghiate ad arco di cerchio, rinvenuti nelle
zone archeologiche di S. Ippolito, Pille, Salvatorello, villaggi
neolitici dell'agro caltagironese, la tradizione di lavorare l'argilla
in preziosi manufatti risale a Caltagirone ad almeno cinquemila anni fa.
Fatto di per sè non straordinario, considerato che la ceramica per
millenni ha servito l'umanità per la maggior parte delle sue esigenze,
ma è straordinaria invece la continuità di questo artigianato, non
interrotta da nessuna invasione, crisi economica o calamità ma anzi
sempre rifiorente e caratterizzata da tutte le mode, gli stili, le
influenze che ogni cultura mediterranea ed europea ha saputo produrre.
Significativa testimonianza dell'importanza che l'artigianato ceramico
ha sempre avuto per Caltagirone, è il celeberrimo e singolare "Cratere
del vasaio", facente parte delle collezioni dei Musei Civici Luigi
Sturzo e ora in deposito presso il locale Museo Regionale della
Ceramica dove può essere ammirato.
Il
Cratere, a figure rosse, rappresenta l'interno di una bottega dove un
anziano maestro modella un grande vaso su un tornio girato a mano da un
giovane apprendista; assiste benevola alla scena la Dea Atena
protettrice delle arti e delle tecniche sofisticate ed eleganti.
L'artigianato
ceramico calatino non è soltanto arte ma anche economia e per questo
ebbe grande importanza il privilegio, concesso da Re Alfonso, di
esenzione da tasse di dogana in tutti i mercati e le fiere del Regno
per le ceramiche di Caltagirone, privilegio a volte contestato ma
strenuamente difeso dalla città attraverso i più prestigiosi
giureconsulti del tempo.
La
ceramica di Caltagirone ha saputo non solo continuare il suo percorso
attraverso i secoli, ma anche riproporsi, in momenti di grande crisi,
riconvertendosi in tipologie di prodotti e generi, sempre attuale e
rispondente alle richieste dei fruitori e degli appassionati. Così è
stato per la produzione delle stoviglie, così per i pavimenti ed i
rivestimenti, così per le "forme" di bianco, per conserve e cotognate,
così per i "santi" e i pastori da presepe. In particolare, alla metà
del XIX secolo, messa in crisi dalla concorrenza delle meno pregiate ma
più economiche manifatture peninsulari, i maestri ceramisti riciclarono
la propria produzione producendo quelle affascinanti figurine,
rappresentanti in maniera viva e palpitante scene di vita contadina e
popolare, che oggi sono la delizia delle più importanti collezioni
pubbliche e private in tutto il mondo.
Ma
Caltagirone non è solo ceramica.Tra gli edifici color ocra si innalzano
le chiese, i campanili barocchi e la splendida Villa comunale, giardino
pubblico tra i più eleganti di Italia, costruito nell'800 da Giovanni
Battista Filippo Basile (padre di Ernesto, maestro del Liberty siciliano).
Il centro storico di Caltagirone si estende lungo due arterie
principali: Corso Vittorio Emanuele e Via Roma. Sulla prima si
affacciano bellissimi palazzi barocchi , tra cui segnaliamo Palazzo
Gravina, e la basilica normanna di San Giacomo che ospita al suo
interno preziose opere d'arte.
All'inizio della Via Roma, che dal centro storico porta alla città nuova, si trova il 'Tondo Vecchio',
scenografica costruzione a forma di esedra, progettata da Francesco Battaglia per celebrare l'apertura della strada.
Percorrendo la via si incontrano diverse chiese e la balconata in ceramica policroma di Palazzo Ventimiglia.
La piazza del Municipio è il punto di incrocio delle due strade
principali e su di essa si affaccia, oltre al Palazzo del Municipio, il
Palazzo Senatorio, attuale Teatro comunale e sede della Galleria Don
Sturzo.
Nella vicina Piazza Umberto I sorge il Duomo di San Giuliano,
costruzione dei primi del Settecento (anche se la facciata è del primo
Novecento ).
Attigua
al Duomo è la Corte Capitaniale, l'edificio più originale della città,
costruito su un unico piano e ingentilito da una serie di finestre e
portali realizzati nel XVI - XVII secolo da Domenico e Antonuzzo
Gagini.
Tradizionalmente l'elemento di maggiore richiamo
turistico per la città è la scenografica scalinata : centoquarantadue
gradini che collegano la città alta alla città bassa.
La
scala fu costruita da Giuseppe Giacalone all'inizio del '600 e nel 1954
le alzate di ogni gradino furono rivestite con mattonelle in maiolica,
in un tripudio di motivi geometrici, antropomorfici e fitomorfici.
Dalla piazza dell'ottocentesco Municipio si giunge così alla chiesa di
Santa Maria del Monte che, fondata nel 1100 e ridisegnata da Francesco
Battaglia nel XVIII secolo, ha pianta basilicale ed ospita al suo
interno la preziosa Madonna di Condomini, interessante opera del
Duecento bizantino.