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ITINERARIO: LA SICILIA ROMANA

L' itinerario parte dal territorio di Noto ovvero dalla Villa Romana del Tellaro.

Dal centro città immettendosi sulla strada Noto – Pachino, si arriva al ponte sul Tellaro, per poi deviare a destra. A circa 100 metri , in contrada Caddeddi (come segnala il cartello), si trova la Villa Romana del Tellaro.

Per gli esperti sono i pavimenti musivi più belli e artistici d'Italia e sono divisi in vari registri musivi, che rappresentano scene di caccia, il riscatto del corpo di Ettore ed altri temi. La datazione della Villa è legata al rinvenimento di monete di Imperatori Romani del IV sec. d.C. La Villa probabilmente aveva una superficie di circa 5 mila mq. Fu distrutta da un incendio, com'è stato possibile arguire dall'esame delle assise di base del fabbricato ottocentesco.

Nel 1971, nel corso di scavi illegali, fu scoperta una villa romana, di conseguenza si scavava nel territorio di Noto, nella provincia di Siracusa. Il complesso è situato a destra del fiume di Tellaro. La struttura si localizza leggermente in superficie, ma sotto una fattoria (masseria) del Diciottesimo secolo, dove si trovano le decorazioni musive.

Il lungo e difficile lavoro d'esplorazione, durato 20 anni, permise di portare alla luce la parte centrale del complesso antico.

Si tratta di un gran peristilio di circa 20 metri di lato circondato da un portico largo m.3,70, su cui danno diversi ambienti individuati sui lati nord e sud.

Il pavimento è formato da mosaici policromi con motivi geometrici. Nel nord si trovano tre aree che presentano pavimenti a mosaico.

Nel portico è presente una decorazione musiva con la scena centrale del ricupero e pesatura del corpo di Ettore. Ad ovest un'altra area mostra un pavimento di mosaico policromo diverso - sebbene non completo - che consta di quattro ghirlande.

Il mosaico di pavimento policromo della terza area ad ovest ha scene di caccia.

Le scene di caccia sono liberamente ispirate e non seguono alcun profilo schematico.

Sotto, c'è una scena di banchetto straordinaria all'aria aperta; al centro gli invitati.

I mosaici, che possono essere datati verso il Quarto Secolo d.C., richiamano alla mente immediatamente i mosaici di Piazza Armerina e d'alcuni centri dell'Africa.

La villa del Tellaro, con la villa della stessa epoca che fu scoperta a Patti Marina nella provincia di Messina, e la villa di Piazza Armerina, rappresentano i punti di riferimento per l'analisi degli aspetti socioeconomici della Sicilia nell'Antichità.

I mosaici delle tre aree a lato nord sono stati restaurati nei laboratori del Soprintendenza di Siracusa. Sono stati in mostra a Noto alla chiesa di San Domenico da luglio 2003 a gennaio 2004. Adesso si è in attesa del trasferimento presso il luogo originario, la villa Caddeddi - Tellaro.

Si sta completando una copertura adeguata per la struttura e la conversione della masseria del Diciottesimo secolo, che si trova sopra la villa: allestendo un museo per l'esposizione permanente delle decorazioni musive, che rimangono secondo molto studiosi: i più belli di tutta la storia siciliana.

L'itinerario prosegue a Piazza Armerina alla Villa Romana del Casale

La Villa Romana del Casale fu costruita tra la fine del sec. III e l'inizio del sec. IV d.C., nell'ambito di un sistema di latifondi appartenenti a potenti famiglie romane, che vi si recavano a caccia o in vacanza. Alcuni studiosi suppongono che la villa fosse appartenuta ad una personalità altolocata della gerarchia dell'Impero Romano (un Console), mentre altri sostengono che la villa sia appartenuta all'Imperatore M. Valerio Massimiano, detto Herculeos Victor.
Abitata anche in eta' araba, la villa fu parzialmente distrutta dai normanni, in seguito, una valanga di fango, provenienti dal monte Mangone, che la sovrasta, la coprì quasi totalmente.
Le prime campagne di scavo a livello scientifico, promosse dal Comune di Piazza Armerina, furono eseguite nell'anno 1881. Gli scavi furono ripresi nel 1935 fino al 1939, ed infine, con l'intervento della Regione Siciliana negli anni 50, fu portato completamente alla luce l'intero complesso, grazie all'opera dell'archeologo Vinicio Gentili .


La morfologia del terreno ha determinato la planimetria molto articolata della villa: vi si possono distinguere una parte residenziale intorno al grande peristilio centrale su cui si affaccia anche la basilica, una zona di rappresentanza con il peristilio ellittico (Xistus) e la grande sala trilobata (Triclinio), il complesso delle terme dal movimentato impianto planimetrico. Il cortile-porticato d'ingresso, a pianta irregolare, funge da cerniera tra queste tre parti. I mosaici furono realizzati da diversi gruppi di maestranze nordafricane che mediavano eredità alessandrine e tendenze siriache. 
Ciò che più piacerà ai visitatori, senza dubbio, sono i magnifici mosaici del pavimento, in tutte le sale, che sono di una ricchezza e di una varietà tale che non ci sono paragoni nel mondo.
Sebbene niente possa dare un'idea compiuta della mirabile decorazione musiva di questa fantastica, singolare, misteriosa villa, consapevoli che non si può rendere con parole ciò che può essere gioia solo attraverso gli occhi, vogliamo tuttavia offrire al visitatore la descrizione e una chiave di comprensione dell'immenso tappeto di mosaici pavimentali che ne fanno una gemma inestimabile nella storia dell'arte.