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ITINERARIO: LA VIA DEL TONNO

Le Tonnare: un argomento di grande importanza storica. La lettura  delle attrezzature delle Tonnare ed il loro funzionamento nel corso dei secoli è uno dei canali fondamentali, a livello storico, per capire ed approfondire le conoscenze fino ad ora acquisite sul territorio.La prima tappa di questo itinerario, è a dieci minuti da Noto. Quì si può seguire un itinerario tra i più interessanti, un itinerario dove la natura si incontra con il lavoro dell'uomo.

Stiamo parlando di Vendicari,una zona costiera fra le più belle della Sicilia.Marzamemi e Portopalo di Capopassero ,borgo di pescatori e l' Isola delle Correnti.

Vendicari, prima tappa dell'itinerario, è importante punto di approdo per gli uccelli migratori, conserva un ambiente naturale intatto e variegato: scogliere, piccole insenature e dune di sabbia, dominate dalla torre Aragonese, dall'antica tonnara ellenica, dalle case dei pescatori e dall'isolotto di Vendicari.

Questo sfondo incornicia una lunga fascia di sabbia bianca che lambisce un mare verde cristallino richiamando un paesaggio dal sapore caraibico.

La secoda tappa, Marzamemi, è un antico borgo di pescatori sorto attorno alla settecentesca tonnara dei Principi di Villadorata. Girando per il borgo si respira un'atmosfera di altri tempi e si resta affascinati dal colore delle barche e dall'odore forte del mare.Si può assistere inoltre alla preparazione di numerosi prodotti ittici.Marzamemi è stato il set cinematografico dei films "Sud" di G. Salvatores e "L'uomo delle Stelle" di G. Tornatore.

E' una piccola Borgata che dista da Pachino circa 3 km. Marzamemi è una parola araba <Marsà al hamen> che significa Rada delle Tortore . Il nome deriva dall'abbondante passo di questi uccelli, di primavera. Alcuni la fanno derivare da Marza-Porto, Memi-Piccolo: Piccolo Porto.

La borgata è bagnata quasi tutta all'intorno dal mare Ionio e il livello è inferiore al mare. Sul Mare Ionio, si incontrano le due isolette di MARZAMEMI: la piccola, su cui sorge un elegante villino, di proprietà della famiglia del Prof. R. Brancati; la grande, che forma come una curva d'entrata in un recente porto formato dalla stessa isoletta e da un braccio di fortissime mura a calcestruzzo, che si prolunga nel mare.

Gli abitanti della detta borgata sono tutti dediti alla pesca: essa era già molto nota, fin da antichi tempi per la tonnara, che era la seconda in Sicilia, dopo quella di Favignana (presso Trapani) e, ora, funziona saltuariamente ogni cinque anni. Le poche famiglie che vi abitano sono quasi tutte oriunde da Siracusa (qualcuna da Avola), di cui rispecchiano costume cittadino, gentile e vivamente religioso.

Marzamemi è antica quanto la tonnara. Nel 1752 furono costruiti il palazzo del Principe di Villadorata, proprietario di tutto il centro storico di Marzamemi, e la chiesa della Tonnara. Marzamemi ha sulla sua costa, due piccoli porti naturali denominati "Fossa" e "Balata". La navigazione, sopratutto tra Marzamemi e Genova è stata, in passato, molto attiva per il commercio del vino, specie, prima della costruzione della strada ferrata Pachino-Marzamemi-Noto-Avola-Siracusa. Marzamemi si può considerare come la spiaggia di Pachino: nel periodo estivo, infatti, la sua popolazione aumenta considerevolmente, per il numeroso affluirvi di villeggianti, provenienti da Pachino e sopratutto da paesi esteri.

In pieno centro storico di Marzamemi, e facente parte della tonnara, si trova la piazza del paese, denominata: Piazza Regina Margherita. La piazza è attorniata da strade in cui convergono la Via Letizia, La Via Principe Villadorata ed è limitata, in parte, dalle casette dei pescatori. Sulla piazza, si affacciano, pure, i due prospetti delle chiese, la vecchia e la nuova, entrambe dedicate a San Francesco di Paola, protettore della borgata, e il prospetto del Palazzo del Principe di Villadorata, proprietario della tonnara.

La chiesa nuova, sulla vostra sinistra, fu fabbricata per munificenza del sommo pontefice Pio XI. Il prospetto è semplice, lineare. Al centro, al di sopra del portale, spicca un rosone, di stile romantico. La facciata è divisa in tre sezioni verticali, delimitate da due pilastri laterali. Il portone di ingresso è di legno  scanalato ed è preceduto da tre gradini di marmo. Il prospetto termina col tetto a capanna. La copertura di tutta la chiesa è a spioventi. A sinistra, per chi guarda, di fronte, si scorge il campanile, posto alla stessa altezza del tetto della chiesa. La chiesa è costruita in pietra bianca.

Le casette dei Pescatori, sulla vostra sinistra, girano attorno alla piazza e danno al paesaggio un aspetto uniforme. Esse risalgono al 1600, anno in cui fu costruita la tonnara. Nel 1752, in occasione della costruzione del Palazzo del Principe di Villadorata, furono ristrutturate, le casette dei marinai. Attualmente la maggior parte di esse sono disabitate, perchè logorate dal tempo. Le casette sono state costruite con blocchi di pietra, hanno forma quadrata e tetto a spiovente. La più caratteristica è la "casa del forno", detta così perchè provvista all'interno di un grandissimo forno, in muratura. Il forno forniva il pane a tutti gli abitanti della tonnara. Attualmente la casa ha il numero civico 7, ma è disabitata.

La chiesa antica, fu costruita come il palazzo del Principe, nel 1752, è tutta in pietra arenaria, è sopraelevata, ha tre gradini di pietra, i quali portano al portone d'ingresso. All'interno la chiesa è ad una navata, aveva un altare centrale, purtroppo, crollato; ai lati vi sono due altari minori, uguali, sostenuti da colonnine, e sopra, due nicchie. La copertura della chiesa è completamente crollata. Restano,  soltanto una parte del campanile e accanto un arco.

Sulla piazza, si affaccia, pure, il palazzo del Principe di Villadorata, che occupa tutto il lato ovest. Fu costruito nel 1752, in pietra arenaria. L'ingresso è costituito da un portone di legno, il cui portale è rappresentato da un arco, che ha,  al centro, una chiave con lo stemma  di famiglia. Sul lato sinistro della facciata, si trovano un balcone e una porta. Sul limite, accanto all'ultima porta si trova una lapide in marmo, dedicata ai caduti in guerra.Sul lato destro della facciata, vi sono due finestre quadrate, protette da inferriate. Sulla parte superiore della facciata, posti alla stessa altezza e alla stessa distanza l'uno dall'altro, si trovano cinque canali (due sono andati perduti) di scarico dell'acqua piovana, i quali hanno la forma di grosse mensole, terminanti, anteriormente con viri umani. IL palazzo non presenta bellezze artistiche all'interno, era ricco di mobili,  quadri, argenteria, oggetti preziosi; ma, venne saccheggiato, durante l'ultima guerra mondiale. Un ampio cortile centrale dà aria e luce agli ambienti interni; una scala di pietra, a due rampe, porta nell'appartamento del principe, il quale ha una struttura molto semplice. Da questo appartamento si accede in un ampio terrazzo, dove erano costruiti dei sedili, in pietra, ora, distrutti dal tempo. Le mura de l terrazzo presentano delle feritoie, le quali servivano a sparare contro i pirati. Sempre dall'appartamento del principe, ma, dalla parte opposta del terrazzo, si accede in un balconcino, dal quale il principe si affacciava, per controllare il lavoro dei pescatori nel magazzino sottostante. Questo magazzino chiamato: "Camperia", ha delle arcate, sulle quali venivano poste delle immagini sacre e delle ciotole, destinate alle offerte per la festa del patrono.

All'interno del magazzino si trovano le barche usate per la pesca dei tonni, lo "scieri" le "chatte", gli uncini, (che servivano per tirare su il pesce) e le reti. In un angolo del magazzino, si trovava un piccolo ufficio dove avveniva, la registrazione e la pesatura dei tonni.

La tonnara di Marzamemi, fu impiantata dagli arabi, durante la loro dominazione in sicilia. Nel 1630 (come da contratto di compravendita esiste all'archivio di stato di Siracusa) un nobile spagnolo, residente a Palermo decise di vendere la tonnara al Principe di Villadorata, discendente da un ammiraglio inglese di origine russa.

Tale ammiraglio di nome Nicolajev, naufragò col suo carico nei pressi del lido di noto dove fu ben accolto dal Governatore di Noto. I Nicolaci di Villadorata migliorarono il caseggiato della tonnara e fecero affluire esperti carpentieri da Avola e da Siracusa, i quali presero definitiva residenza a Marzamemi. Nel 1752 fu costruito il palazzo e la chiesa della tonnara, e furono riadattate tutte la casette dei marinai.

Nel 1912 a Marzamemi fu costruito uno stabilimento per la lavorazione prima del tonno salato e successivamente del tonno all'olio. La pesca della tonnara fu abbondante fino al 1951, nel 1952 entrò in funzione la Rasiom di Augusta e cominciò il sensibile calo della pesca in tutte le tonnare che erano sette: Santa Panascia - Terruzza - Fontane Bianche - Avola - Bafuto Vendicari - Marzamemi e Capo Passero.

La "Balata" è, assieme alla "Fossa", uno dei due piccoli porti naturali di Marzamemi. La Balata è come una piccola piazza, limitata in parte, da case, e in parte dal mare. E' pavimentata con lastricati di calcare compatto, di forma rettangolare. All'interno dello spazio "Balata" si trovano due fabbricati la "vecchia Fabbrica" e la "Casa Cappuccio".

La "Vecchia Fabbrica", dove si produceva il ghiaccio, è preceduta da una grande arcata, è di antica costruzione e appartiene al Principe di Villadorata. Accanto alla " Vecchia Fabbrica" si trova la "Casa Cappuccio", un antica abitazione, oggi, purtroppo diroccata, di proprietà anch'essa  del Principe. La "Casa Cappuccio", chiamata così dal nome di un affittuario della tonnara, ha molta importanza per il punto in cui si trova, infatti, tre delle quattro facciate sono rivolte al mare.

La facciata, più vicina al mare, presenta un terrazzo il quale termina con un muro di protezione molto caratteristico. Dai resti, si nota che la casa presentava, oltre al piano-terra, un piano superiore, con un terrazzo che dava sul porticciolo naturale.

Nella Tonnara di Marzamemi Il posizionamento a mare della attrezzatura di pesca del tonno.Il pedale e le  camere. laa grande,la piccola e quella della morte.La sua predisposizione, a mare, presuppone l' arrivo dei tonni dall'alto Jonio e dunque da Nord.

Si era coscienti del fatto che soltanto i tonni che erano sulla via di ritorno: dopo avere depositato le uova nelle acque più calde dell'adriatico, venivano pescati da  in queste tonnare siciliane disposte lungo la costiera ionica. Da Santa Panagia a Avola, a Vendicari. Infatti questi pesci raggiunto il Promontorio di Pachino, potevano considerarsi solo a metà strada del percorso di ritorno verso l'  atlantico. Di questo pesce pescato a Santa Panagia,Avola Vendicari ,Marzamemi e Portopalo quello che veniva pescato per ultimo era quello più buono in quanto era meno grasso e più “citrignu” come si diceva in gergo locale.

La Tonnara di Marzamemi, come riportano le informazioni bibliografiche e, sopratutto, dalle informazioni diprima mano messe a disposizione dal Prof. Emilio Sessa. Testimoniano, di fatto, la proprietà e appartenenza di queste strutture, alle  famiglie nobiliari locali: i Nicolaci di Noto. E i Bruno di Belmonte di Ispica.

Ultima tappa è Portopalo di Capopassero "bella cittadina protesa verso l'Africa sull'estrema punta della Sicilia (80 km a sud di Tunisi), è questo uno dei tre capi che fecero dare alla nostra terra il nome di Trinacria .

La tonnara di Capo Passero è situata lungo la costa più meridionale della Sicilia, estremo lembo di Europa, tra spiagge sabbiose, ricchi vigneti e campi di ortaggi.

Nel paesaggio domina un "senso di continuità con le terre aride e desertiche africane, contraddistinte da ritmi e silenzi assai lontani dal vivace pullulare delle fredde città continentali".

Vicinissima si stende su 350 mila metri quadrati l'isola di Capo Passero, poco più di uno scoglio di calcari fossiliferi, simile al dorso di una barca capovolta, rivestito di un manto vegetale costituito per lo più di asfodeli, asparagi e palme nane. Queste ultime, le uniche spontanee in Europa, in passato possedevano delle dimensioni maggiori ed erano di gran lunga più diffuse. Ai tempi di Cicerone infatti gli uomini di Verre sostarono a pachino per cinque giorni cibandosi delle radici delle palme "palmarium agrestium".(Lippi Guidi, 1993 ).

L'isola è inoltre luogo di transito di diverse specie di uccelli migratori, quaglie e tortore, provenienti dalle coste tunisine. Immersa in questo scenario vario e incontaminato si erge la Tonnara Grande o di Capo Passero, la più antica ed importante della zona.

Anche se ormai quasi del tutto abbandonata a se stessa, oggi la tonnara di Capo Passero continua a mantenere un fascino tutto particolare che deriva dalla sua architettura e dal rapporto instaurato con il mare, mediato dalla particolare morfologia dei luoghi.

Malfaraggio ed abitazione del proprietario erano e sono tuttora situati su una costa rocciosa a circa 40 metri sul livello del mare e si sviluppano lungo la cosiddetta "cala del Vaddunazzu".

Muri di cinta e cancelli separano gli spazi lavorativi della residenza padronale e dei tonnaroti. Nell'insieme il complesso edilizio che supera i mille metri quadrati appare infossato rispetto alla strada nuova per Portopalo di C.P., e caratterizzato da una particolare iconografia ad "L". ( Lippi Guidi, 1993 ).

Tutto l'ambiente è Riserva Naturale per la presenza della palma nana e della tartaruga marina che, in queste spiagge, depone le sue uova. Dall'alto della fortezza spagnola dell'Isola di Capo Passero si ha una visione completa della vecchia tonnara di età ellenistico-romana e del castello Tafuri". La lingua di spiaggia che si protende verso l'isolotto permette di raggiungerlo a nuoto o in pedalò ammirando il meraviglioso fandale.

Si può effettuare inoltre una passeggiata fino al panoramico faro, all'isola delle Correnti o lungo la costa per vedere i pantani ricchi di volatili migratori.